L'obbligo di diligenza impone all'avvocato di assolvere sin dall'atto del conferimento del mandato al dovere di informazione del cliente - Cass. Civ., Sez. VI - 2, ord., 17 novembre 2021, n. 34993

L'obbligo di diligenza impone all'avvocato di assolvere sin dall'atto del conferimento del mandato al dovere di informazione del cliente - Cass. Civ., Sez. VI - 2, ord., 17 novembre 2021, n. 34993

venerdì, 19 novembre 2021
Giurisprudenza | Legittimità | Avvocato
Cass. Civ., Sez. VI - 2, ord., 17 novembre 2021, n. 34993 – Pres. Lombardo, Cons. Rel. Scarpa per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nell'adempimento dell'incarico professionale conferitogli, l'obbligo di diligenza da osservare ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 1176 c.c., comma 2, e art. 2236 c.c., impone all'avvocato di assolvere, sia all'atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto, (anche) ai doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione del cliente, essendo tenuto a rappresentare a quest'ultimo tutte le questioni di fatto e di diritto, comunque insorgenti, ostative al raggiungimento del risultato, o comunque produttive del rischio di effetti dannosi; di richiedergli gli elementi necessari o utili in suo possesso; di sconsigliarlo dall'intraprendere o proseguire un giudizio dall'esito probabilmente sfavorevole. A tal fine incombe su di lui l'onere di fornire la prova della condotta mantenuta, insufficiente al riguardo, dovendo ritenersi il rilascio da parte del cliente delle procure necessarie all'esercizio dello "jus postulandi", attesa la relativa inidoneità ad obiettivamente ed univocamente deporre per la compiuta informazione in ordine a tutte le circostanze indispensabili per l'assunzione da parte del cliente di una decisione pienamente consapevole sull'opportunità o meno d'iniziare un processo o intervenire in giudizio.

Avvocato - obbligo di diligenza - Rif. Leg. artt. 1176, co. 2 e 2236 cod. civ.

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