Il tribunale per le famiglie: una riforma urgente e non più rinviabile di Alessia Russo

Il tribunale per le famiglie: una riforma urgente e non più rinviabile di Alessia Russo

Si ringrazia l'Avv. Alessia Russo Presidente della Sezione di Cassino per l'acuta analisi della riforma sul tema del Tribunale della Famiglia

lunedì, 1 novembre 2021
Le voci dell'Osservatorio | Processo civile

Il tribunale per le famiglie: una riforma urgente e non più rinviabile
di Alessia Russo - Presidente della Sezione ONDIF di Cassino

Oggi è anche l’Europa a dircelo a gran voce e lo abbiamo ben  recepito in questi giorni a Roma nel dibattito mondiale del G20: sui grandi temi bisogna coordinarsi o meglio, coordinarsi rappresenta l’unica via percorribile. Certamente, innegabile è affermare che i diritti della persona assurgono a valore centrale nel nostro ordinamento ma anche negli ordinamenti degli altri Paesi europei.
Ascoltare questa voce ci proietta in quello che è il sogno di molti : definire norme comuni per garantire una protezione multilivello dei diritti fondamentali.
Siamo quasi tutti concordi con la nota affermazione del grande pensatore Bobbio nel ritenere che “ il problema di fondo relativo ai diritti dell’uomo è oggi non tanto quello di giustificarli, quanto quello di proteggerli”.
Ma anche a voler restare nel nostro ordinamento, a dircelo, e da tempo, è la nostra Carta Costituzionale.
La centralità della tutela della persona in concreto non si presta ad essere frammentata, richiede unitarietà di luoghi e di riti per essere effettiva, celere ed efficiente.
Il titolare del diritto deve essere messo in condizione di chiedere l’attuazione del noto principio chiovendiano del “tutto quello e proprio quello” a cui molto, ma molto, sommessamente, mi permetto di aggiungere “in quell’unico luogo”.
Chiunque, destinatario della tutela, perché è da qui che bisogna guardare per riformare, o operatore del diritto, sa benissimo che sono necessarie risposte confacenti al “ fluido” divenire delle situazioni soggettive ed umane sottese.
Le risposte a queste innegabili “esigenze di far presto” le leggiamo negli occhi dei nostri assistiti ancor prima che confluiscano in richieste verbali formalizzate.
E allora è proprio da qui, dal basso, che bisogna partire nel dibattito riformista per offrire risposte ineludibili che necessariamente si devono concentrare sull’efficacia piuttosto che diventare tema di posizioni antitetiche su modelli e moduli  processuali.
Se rispondiamo a questi bisogni, la soluzione non può che essere unica ed unitaria : il tribunale per la famiglia, anzi per le famiglie, anzi per le persone.
Persone in senso intergenerazionale: anche qui in senso unitario.
Il luogo -processo deve seguire le diverse fasi della vita di una persona: minore, adulto, adulto vulnerabile e anziano.
Serve anche per questo un luogo unico e comune , un continuum di garanzie intergenerazionali perché la tutela della persona è tutela nel suo complesso.
È tutela di ogni fase dell’esistenza umana nella sua evoluzione cronologica e, forse oggi, ancor più di prima, nel post pandemico, è risultato evidente.