Pensione di reversibilità. Si deve riconoscere alla convivenza

Pensione di reversibilità. Si deve riconoscere alla convivenza "more uxorio" un distinto ed autonomo rilievo giuridico - Cass. Civ., Sez. I, Ord., 30 settembre 2021, n. 26651

martedì, 5 ottobre 2021
Giurisprudenza | Legittimità | Divorzio
Cass. Civ., Sez. I, Ord., 30 settembre 2021, n. 26651 - Pres. Genovese, Cons. Rel. Caradonna per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La ripartizione del trattamento di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite, entrambi aventi i requisiti per la relativa pensione, va effettuata, oltre che sulla base del criterio della durata dei matrimoni, anche ponderando ulteriori elementi correlati alla finalità solidaristica dell'istituto, tra i quali la durata delle convivenze prematrimoniali, dovendosi riconoscere alla convivenza "more uxorio" non una semplice valenza "correttiva" dei risultati derivanti dall'applicazione del criterio della durata del rapporto matrimoniale, bensì un distinto ed autonomo rilievo giuridico, ove il coniuge interessato provi stabilità ed effettività della comunione di vita prematrimoniale" . Ai fini, poi, della ripartizione del trattamento di reversibilità vanno considerati pure l'entità dell'assegno di mantenimento riconosciuto all'ex coniuge, le condizioni economiche dei due aventi diritto e la durata delle rispettive convivenze prematrimoniali, senza mai confondere, però, la durata delle convivenza con quella del matrimonio, cui si riferisce il criterio legale, nè individuare nell'entità dell'assegno divorzile un limite legale alla quota di pensione attribuibile all'ex coniuge, data la mancanza di qualsiasi indicazione normativa in tal senso.  

Assegno di divorzio - Pensioni indirette o di reversibilità – Rif. Leg. art. 9 Legge 1 dicembre 1970, n. 898

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