Le indagini tributarie sono facoltà del giudice atta a completare ed integrare le prove - Cass. Civ., Sez. VI - 1, Ord., 20 settembre 2021, n. 25314

Le indagini tributarie sono facoltà del giudice atta a completare ed integrare le prove - Cass. Civ., Sez. VI - 1, Ord., 20 settembre 2021, n. 25314

lunedì, 27 settembre 2021
Giurisprudenza | Processo civile | Mantenimento | Legittimità
Cass. Civ., Sez. VI - 1, Ord., 20 settembre 2021, n. 25314 - Pres. Bisogni, Cons. Rel. Nazzicone per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Ogni qualvolta un coniuge contesti i redditi dichiarati dall'altro, ovvero le sostanze di cui lo stesso è titolare, adducendo elementi che facciano ritenere la sussistenza di un livello economico superiore a quello apparente e, dunque, sia in discussione la prova degli elementi che assumono rilevanza ai fini del riconoscimento e della determinazione dell'assegno di mantenimento, sia in sede di separazione che in sede di divorzio, vi è l'obbligo da parte dell'autorità giudiziaria di disporre indagini di ufficio sui redditi; ove, invece, le prove dedotte e prodotte dalle parti consentano una soddisfacente ricostruzione del fatto da provarsi, il giudice non ha motivo di ricercare nuove prove esercitando i propri poteri istruttori ufficiosi.


Assegno di mantenimento - Prove - Indagini tributarie; Rif. Leg. Artt. 156, 316-bis, 337-ter e 337-octies c.c.

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