Il discrimen tra tentativo e consumazione del reato di violenza sessuale - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 20 settembre 2021, n. 34655

Il discrimen tra tentativo e consumazione del reato di violenza sessuale - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 20 settembre 2021, n. 34655

Nel caso di specie, la Corte di Appello, così come aveva fatto il primo giudice, aveva ritenuto sussistente il tentativo di violenza sessuale, sulla base delle dichiarazioni della donna, la quale aveva riferito che, sebbene poco prima avesse rifiutato un approccio sessuale del marito, costui, seminudo, le si mise sopra, mentre si trovava coricata nel letto, strusciando i propri genitali contro i suoi, e, al contempo, premendole sulla faccia un panno imbevuto di acetone.
Secondo la Suprema Corte, il fatto, accertato nei termini appena ricordati, integra, a ben vedere, il delitto non tentato, bensì consumato di violenza sessuale, perchè, sebbene l'intenzione dell'imputato fosse quella di non consumare con la moglie, non consenziente, un rapporto vaginale completo, in ogni caso vi fu un'invasione nella sfera sessuale della persona offesa, individuabile nello strusciamento dell'organo sessuale maschile sulle parti intime della donna.


Francesca Ferrandi

Cass. Pen., Sez. III, Sent., 20 settembre 2021, n. 34655; Pres. Lapalorcia, Rel. Cons. Corbetta per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il tentativo del reato, previsto dall'art.609-bis c.p., è configurabile a condizione che la condotta violenta o minacciosa non abbia determinato una immediata e concreta intrusione nella sfera sessuale della vittima, poichè l'agente non ha raggiunto le zone intime (genitali o erogene) della vittima ovvero non ha provocato un contatto di quest'ultima con le proprie parti intime.


Diritto penale della famiglia - Violenza sessuale – Delitti contro la persona; Rif. Leg. Art. 609-bis c.p.

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