Il reato di maltrattamenti presuppone una condotta abituale - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 13 settembre 2021 n. 33933

Il reato di maltrattamenti presuppone una condotta abituale - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 13 settembre 2021 n. 33933

Cass. Pen., Sez. VI, sent. 13 settembre 2021 n. 33933 – Pres. Ricciarelli, Cons. Rel. Giordano per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il reato previsto dall'art. 572 si configura attraverso la sottoposizione del familiare ad una serie di sofferenze fisiche e morali che, isolatamente considerate, potrebbero anche non costituire reato, in quanto la ratio dell'antigiuridicità penale risiede nella loro reiterazione protrattasi in un arco di tempo che può essere anche limitato e nella persistenza dell'elemento intenzionale. Non è necessario che gli atti di maltrattamento vengano posti in essere per un tempo prolungato, essendo, invece, sufficiente la loro ripetizione, anche se in un limitato contesto temporale. Il delitto può essere integrato dal continuo ed invasivo controllo da parte del marito, divorato da una incontenibile gelosia nei confronti della moglie.


Maltrattamenti – violenza privata – minaccia - Rif. Leg. artt. 572 e 610 cod. pen.

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