La nozione di vulnerabilità ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari - Cass. Civ., Sez. III, Ord., 7 settembre 2021, n. 24120

La nozione di vulnerabilità ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari - Cass. Civ., Sez. III, Ord., 7 settembre 2021, n. 24120

Nel caso di specie, un cittadino gambiano, a fondamento della domanda di protezione sussidiaria, aveva dedotto di aver lasciato il proprio Paese in quanto, all’età di 17 anni generato tre figli con tre donne coniugate, temeva sia la vendetta dei rispettivi mariti, sia una condanna a morte che, “anche se non sancita da organi statali, è stabilità dalla norma religiosa” coranica.

Cass. Civ., Sez. III, Ord., 7 settembre 2021, n. 24120; Pres. Travaglino, Rel. Cons. Rossetti per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La nozione di vulnerabilità che costituisce il fondamento del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari può ricorrere in due ipotesi: in caso di “vulnerabilità soggettiva” e cioè quella dipendente dalle condizioni personali del richiedente (es. motivi di salute o età) o di “vulnerabilità soggettiva” dipendente, invece, dalle condizioni del paese di provenienza del richiedente. Sussiste, in particolare, una condizione di vulnerabilità oggettiva quando nel paese di provenienza del richiedente protezione sia a questi impedito l’esercizio dei diritti fondamentali della persona. Impedimento che non necessariamente deve essere di diritto, ma può essere anche soltanto di fatto.


Immigrazione – Stranieri - Rilascio permesso di soggiorno per motivi umanitari – Condizione di vulnerabilità - Protezione umanitaria; Rif. Leg. D.lgs. n. 25/2008; d.lgs. n. 251/2007 e d.lgs. 286/1998

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