Quando la valutazione di pericolosità sociale dello straniero rende recessivo l’interesse alla coesione familiare? - Cass. Civ., Sez. I, Ord., 17 agosto 2021, n. 23039

Quando la valutazione di pericolosità sociale dello straniero rende recessivo l’interesse alla coesione familiare? - Cass. Civ., Sez. I, Ord., 17 agosto 2021, n. 23039

Cass. Civ., Sez. I, Ord., 17 agosto 2021, n. 23039; Pres. Scotti, Rel. Cons. Amatore per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Per effetto delle modifiche introdotte, con il d.lgs. 8 gennaio 2007, n. 5, agli artt. 4, comma 3 e 5, comma 5 (cui è stato anche aggiunto il comma 5 bis) del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, in caso di richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di coesione familiare non è più prevista l'applicabilità del meccanismo di automatismo espulsivo, in precedenza vigente, che scattava in virtù della sola condanna del richiedente per i reati identificati dalla norma (nella specie, in materia di stupefacenti), sulla base di una valutazione di pericolosità sociale effettuata "ex ante" in via legislativa, occorrendo, invece, per il diniego, la formulazione di un giudizio di pericolosità sociale effettuato in concreto, il quale induca a concludere che lo straniero rappresenti una minaccia concreta ed attuale per l'ordine pubblico e la sicurezza, tale da rendere recessiva la valutazione degli ulteriori elementi di valutazione contenuti nel novellato art. 5, comma 5 del d.lgs. n. 286 del 1998 (la natura e la durata dei vincoli familiari, l'esistenza di legami familiari e sociali con il paese d'origine e, per lo straniero già presente nel territorio nazionale, la durata del soggiorno pregresso). Ne consegue che è onere dell'autorità amministrativa e, successivamente, dell'autorità giurisdizionale, al fine di non incorrere nel vizio di motivazione, di esplicitare le ragioni della pericolosità sociale, alla luce dei parametri normativi sopra evidenziati.


Stranieri – Ricongiungimento familiare - Richiesta di permesso di soggiorno - Condanna per uno dei reati indicati nell'art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286 del 1998 - Condizione sufficiente per il diniego - Esclusione - Fondamento - Applicabilità "ratione temporis" delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 5/2007; Rif. Leg. Art. 29 D.Lgs. 286 del 1998 e d.lgs. n. 5/2007

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