Minaccia di pubblicare foto intime di una minorenne nuda: confermata la condanna per violenza sessuale - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 28 luglio 2021 n. 29581

Minaccia di pubblicare foto intime di una minorenne nuda: confermata la condanna per violenza sessuale - Cass. Pen., Sez. III, Sent., 28 luglio 2021 n. 29581

giovedì, 29 luglio 2021
Giurisprudenza | Legittimità | Minori | Violenza
Cass. Pen., Sez. III, Sent., 28 luglio 2021 n. 29581; Pres. Marini, Rel. Di Nicola per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Ai fini della integrazione del reato di violenza sessuale di cui all’art. 609-bis c.p., occorre tener conto delle concrete modalità esplicative della condotta costrittiva o induttiva per accertare se vi sia stata una indebita compromissione della libera determinazione della sfera sessuale altrui (ossia la costrizione o la induzione a compiere o a subire atti sessuali), accertamento che, implicando valutazioni fattuali, spetta al giudice di merito compiere e che, se adeguatamente e logicamente motivato, si sottrae al controllo di legittimità.
Inoltre, la fattispecie risulta integrata, pur in assenza di un contatto fisico diretto con la vittima, quando gli atti sessuali coinvolgano oggettivamente la corporeità sessuale della persona offesa e siano finalizzati ed idonei a compromettere il bene primario della libertà individuale, sicchè è irrilevante la mancanza di contatto “corpore-corpori”. (Nel caso di specie, stante il tenore della minaccia di pubblicare foto ritraenti la persona offesa nuda se la stessa non avesse trasmesso un video nel quale si fosse masturbata, la condotta è stata correttamente ritenuta idonea e diretta in modo non equivoco a violare la libertà sessuale della vittima).


Violenza sessuale – Minori; Rif. Leg. Art. 609-bis c.p.

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