Donazione. L'ingiuria grave richiede una puntuale esplicitazione attraverso fatti concreti e specifici - Appello L'Aquila, Sent., 19 maggio 2021

Donazione. L'ingiuria grave richiede una puntuale esplicitazione attraverso fatti concreti e specifici - Appello L'Aquila, Sent., 19 maggio 2021

martedì, 22 giugno 2021
Giurisprudenza | Merito | Donazione
Sezione Ondif di Chieti
Appello L'Aquila, Sent., 19 maggio 2021 – Pres. Buzzelli, Cons. Rel. Cucina per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

L'ingiuria grave richiesta, ex art. 801 c.c., quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto penale il suo significato intrinseco e l'individuazione del bene leso, tuttavia si distacca dalle previsioni degli artt. 594 e 595 c.p. e consiste in un comportamento (esteriorizzato, dunque reso palese a terzi) suscettibile di ledere in modo rilevante il patrimonio morale del donante ed espressivo di un reale sentimento di avversione da parte del donatario, tale da ripugnare alla coscienza collettiva. Tale presupposto non può essere desunto da singoli accadimenti che, pur risultando di per sé censurabili, per il contesto in cui si sono verificati e per una situazione oggettiva di aspri contrasti esistenti tra le parti, non possono essere ricondotti ad espressione di quella profonda e radicata avversione verso il donante che costituisce il fondamento della revocazione della donazione per ingratitudine. Ciò detto, l'ingiuria grave richiamata dall'art. 801 c.c. (ingiuria che, come detto, deve essere resa conoscibile a terzi), non può essere, è evidente, genericamente allegata dal donante nelle sue manifestazioni vaghe, ma richiede, viceversa, una puntuale e circostanziata esplicitazione, sia in termini di tempo che di luogo, attraverso fatti concreti e specifici.

 

Donazione indiretta – Revoca per ingratitudine – Insussistenza – Rif. Leg. art. 801 cod. civ.

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