Il reato di maltrattamenti assorbe quello di atti persecutori anche in caso di cessazione della convivenza - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 7 maggio 2021, n. 17885

Il reato di maltrattamenti assorbe quello di atti persecutori anche in caso di cessazione della convivenza - Cass. Pen., Sez. VI, sent. 7 maggio 2021, n. 17885

Cass. Pen., Sez. VI, sent. 7 maggio 2021, n. 17885 – Pres.  Petruzzellis,  Cons. Rel. Costanzo per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La cessazione della convivenza non esclude, per ciò stesso, la configurabilità di condotte di maltrattamento tra i componenti della coppia quando il rapporto personale di fatto sia stato il risultato di un progetto di vita fondato sulla reciproca solidarietà ed assistenza, la cui principale ricaduta non può che essere il derivato rapporto di filiazione. Il reato di maltrattamenti in famiglia presuppone la sussistenza di un vincolo familiare, o comunque di stretta assistenza e solidarietà reciproche, vincolo che viene meno con l'allontanamento del coniuge o convivente dal domicilio familiare attraverso il quale si manifesta la chiara volontà di rompere il sodalizio familiare. Ciò posto, si configura il reato di maltrattamenti in famiglia, disciplinato dall'art. 572 c.p. nell'ipotesi di sussistenza del vincolo familiare mentre si configura il reato di atti persecutori, disciplinato dall'art. 612-bis c.p. nell'ipotesi del venir meno di detto vincolo. (Nel caso di specie, l’imputato aveva figli minorenni con i quali aveva un’ordinaria quotidianità di rapporti).

Delitti contro l'assistenza familiare – Convivenza - Maltrattamenti in famiglia - Cessazione della convivenza – Stalking -  Rif. Leg. art. 572 e 612-bis c.p.  cod. pen.

Focus on