Configurabile il reato di violenza sessuale nel bondage - Cass. Pen., Sez. III, sent., 26 marzo 2021, n. 11631

Configurabile il reato di violenza sessuale nel bondage - Cass. Pen., Sez. III, sent., 26 marzo 2021, n. 11631

Il consenso agli atti sessuali deve perdurare nel corso dell'intero rapporto senza soluzione di continuità, con la conseguenza che integra il reato di cui all'art. 609 bis c.p., la prosecuzione del rapporto nel caso in cui, successivamente a un consenso originariamente prestato, intervenga "in itinere" una manifestazione di dissenso, anche non esplicita, ma per fatti concludenti chiaramente indicativi della contraria volontà. Tale affermazione di principio, vale anche per gli atti sessuali "non convenzionali", che possono, perciò, essere ritenuti leciti nella misura in cui si svolgano a fronte di un consenso dei partecipanti che si protragga per tutta la loro durata. Del tutto correttamente, dunque, nel caso di specie, la Corte territoriale ha rilevato che, sebbene in un momento iniziale fosse stato espresso il consenso della donna e dunque le parti avessero consumato un rapporto sessuale consensuale, nel prosieguo della serata, dinnanzi alle suppliche della donna e al palese venire meno del consenso, il successivo rapporto sessuale è da qualificarsi come "non consensuale e connotato da violenza".

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