Assegno divorzile. Cassata la sentenza che non tiene conto del nuovo orientamento interpretativo - Cass. Civ., Sez. I, ord. 19 febbraio 2021 n. 4497

Assegno divorzile. Cassata la sentenza che non tiene conto del nuovo orientamento interpretativo - Cass. Civ., Sez. I, ord. 19 febbraio 2021 n. 4497

lunedì, 22 febbraio 2021
Giurisprudenza | Legittimità | Divorzio | Processo civile
Cass. Civ., Sez. I, ord. 19 febbraio 2021 n. 4497 – Pres. Genovese, Rel. Cons. Scalia per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi
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La cassazione della pronuncia impugnata con rinvio per un vizio di violazione o falsa applicazione di legge che reimposti in virtù di un nuovo orientamento interpretativo i termini giuridici della controversia così da richiedere l'accertamento di fatti, intesi in senso storico e normativo, non trattati dalle parti e non esaminati dal giudice del merito, impone, perché si possa dispiegare effettivamente il diritto di difesa, che le parti siano rimesse nei poteri di allegazione e prova conseguenti alle esigenze istruttorie conseguenti al nuovo principio di diritto da applicare in sede di giudizio di rinvio.
Posto che l'assegno divorzile va ormai determinato secondo i criteri enunciati da Cass., sez. un., 18287/18, una volta cassata la sentenza che si era pronunciata sull'assegno alla stregua del parametro, ormai superato, della tendenziale conservazione del pregresso tenore di vita familiare, nel giudizio di rinvio, fermo che il giudice dovrà riesaminare il complessivo quadro fattuale desumibile dall'istruttoria svolta, le parti potranno essere rimesse nei poteri di allegazione e di prova, in relazione alle circostanze divenute rilevanti (ad es. con riferimento al contributo dato dal richiedente alla vita della famiglia) in seguito al richiamato intervento delle sezioni unite.

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