Disabili. Il carattere funzionale ed esclusivo del foro introdotto dal ricorrente discriminato - Cass. Civ., Sez.VI-1, sent. 12 gennaio 2021 n. 296

Disabili. Il carattere funzionale ed esclusivo del foro introdotto dal ricorrente discriminato - Cass. Civ., Sez.VI-1, sent. 12 gennaio 2021 n. 296

lunedì, 18 gennaio 2021
Giurisprudenza | Legittimità | Disabilità | Minori | Scuola
Cass. Civ., Sez.VI-1, sent. 12 gennaio 2021 n. 296- Pres. Scaldaferri - Rel. Cons. Mercolino per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In quanto avente ad oggetto il risarcimento dei danni cagionati da condotte discriminatorie asseritamente poste in essere nei confronti di un soggetto affetto da disabilità di cui alla L. n. 104 del 1992, la domanda proposta dai ricorrenti è infatti riconducibile alla L. n. 67 del 2006, art. 3, e quindi assoggettata alla disciplina processuale dettata dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 28, che al comma 1, dichiara applicabile il rito sommario di cognizione ed al secondo individua quale giudice territorialmente competente quello del luogo in cui il ricorrente ha il proprio domicilio. La giurisprudenza di legittimità ha più volte evidenziato la natura speciale di tale disciplina, individuandone il fondamento nelle preminenti esigenze di tutela delle vittime di atti e comportamenti discriminatori, e riconoscendo quindi il carattere funzionale ed esclusivo del foro da essa introdotto, ritenuto prevalente sugli altri fori anche inderogabili previsti dal codice di rito o da norme speciali a garanzia di interessi ulteriori, anch'essi considerati meritevoli di particolare tutela.


Minori – Handicap – Scuola -  Genitori, tutori, precettori e maestri d'arte - Competenza territoriale – Rif. Leg. Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate; art. 3 della Legge 1 marzo 2006, n. 67 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni); art. 28 del D. Lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione)

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