Lo status di rifugiato include anche chi possa subire nel proprio Paese violenza sessuale - Cass. Civ., Sez. Lavoro, ord. 4 gennaio 2021 n. 10
L'assenza di documenti di una donna di origine nigeriana, giunta clandestinamente in Italia e scampata ai trafficanti libici non può costituire un elemento di incertezza da negarle lo status di rifugiata.
L'autorità amministrativa e il giudice dell'impugnazione di decisioni negative della Commissione territoriale, nell'istruzione della domanda devono svolgere un ruolo attivo, disancorandosi dal principio dispositivo proprio del giudizio civile ordinario, mediante l'esercizio di poteri-doveri d'indagine officiosi e l'acquisizione di informazioni aggiornate sul paese di origine del richiedente, al fine di accertarne la situazione reale, "con particolare approfondimento nelle ipotesi di più violenta aggressione della libertà e della dignità della donna, come nel caso in questione, di ‘vendita' della richiedente, di per sé integrante un trattamento di tipo schiavistico, esigente di specifiche informazioni sulla situazione delle donne nigeriane, anche considerato che spesso le vittime di tratta non denunciano le violenze subite per timore di ritorsioni".
Stranieri – Rifugiati – Rif. Leg. Conv. Istanbul - Direttiva 2004/83/CE sull'attribuzione della qualifica di rifugiato
editor: Cianciolo Valeria
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