No al rimpatrio del genitore allorché il figlio, seppure maggiorenne, sia affetto da grave malattia. Corte Giustizia UE 30 settembre 2020

No al rimpatrio del genitore allorché il figlio, seppure maggiorenne, sia affetto da grave malattia. Corte Giustizia UE 30 settembre 2020

Corte di Giustizia UE, Prima Sezione, 30 settembre 2020, C-402-19 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi
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Il quesito posto alla Corte europea: se sia illegittima la norma di diritto belga che conduce, attraverso l'ordine di allontanamento, a privare uno straniero, cittadino di un paese terzo in condizioni di soggiorno illegale, della presa in carico, per quanto possibile, delle sue necessità primarie, tenuto conto del fatto che la figlia, oggi maggiorenne, è affetta da una malattia grave e che l’esecuzione della decisione di allontanamento potrebbe esporla a un serio rischio di deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute e, dall’altro lato, la presenza di tale genitore accanto alla figlia maggiorenne è reputata indispensabile dal personale medico in ragione della vulnerabilità di quest’ultima conseguente al suo stato di salute (crisi drepanocitiche recidivanti e necessità di un intervento chirurgico al fine di evitare la paralisi).

Per la Corte UE la direttiva 2008/115/CE, relativa al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, va interpretata alla luce degli articoli 7, 19 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nel senso che essi ostano a una legislazione nazionale che non prevede la presa in carico, per quanto possibile, delle necessità primarie di un cittadino di un paese terzo qualora:

– quest’ultimo abbia esercitato un ricorso avverso una decisione di rimpatrio adottata nei suoi confronti;

– il figlio maggiorenne di tale cittadino di un paese terzo sia affetto da una grave malattia;

– la presenza di detto cittadino di un paese terzo accanto al figlio maggiorenne sia indispensabile;

– un ricorso sia stato proposto per conto di detto figlio maggiorenne avverso una decisione di rimpatrio adottata nei suoi confronti e la cui esecuzione potrebbe esporre quest’ultimo a un serio rischio di deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute, e

– il medesimo cittadino di un paese terzo sia privo dei mezzi che gli consentono di provvedere egli stesso alle proprie necessità.

 

 

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