No al reato se il marito usa in tribunale le email della moglie intercettate con un keylogger - Cass. Pen., Sez. V, Sent., 04 novembre 2020, n. 30735

No al reato se il marito usa in tribunale le email della moglie intercettate con un keylogger - Cass. Pen., Sez. V, Sent., 04 novembre 2020, n. 30735

Cass. Pen., Sez. V, Sent., 04 novembre 2020, n. 30735; Pres. Zaza, Rel. Cons. Romano

Cass. Pen., Sez. V, Sent., 04 novembre 2020, n. 30735; Pres. Zaza, Rel. Cons. Romano per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Gli artt. 617-bis e 617-quater c.p. richiedono entrambi che le condotte in essi descritte siano attuate "fraudolentemente", ossia con modalità tali da rendere non percettibile o riconoscibili le condotte stesse, che avvengono all'insaputa del soggetto che è parte della comunicazione; se l'agente ha reso manifesta la volontà di installare lo strumento che consente di intercettare la comunicazione e quindi di procedere all'intercettazione delle comunicazioni, prima che l'azione sia posta in essere, il reato è escluso.

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