Il vincolo di sangue non è un elemento imprescindibile ai fini del riconoscimento del danno da lesione del rapporto parentale - Cass. civ., sez. III, ord. 5 novembre 2020, n. 24689

Il vincolo di sangue non è un elemento imprescindibile ai fini del riconoscimento del danno da lesione del rapporto parentale - Cass. civ., sez. III, ord. 5 novembre 2020, n. 24689

Il vincolo di sangue non è un elemento imprescindibile ai fini del riconoscimento del danno da lesione del rapporto parentale

mercoledì, 11 novembre 2020
Giurisprudenza | Legittimità | Danni endofamiliari
Cass. civ., sez. III, ord. 5 novembre 2020, n. 24689 – Pres. Frasca, Rel. Cons. Gorgoni per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Secondo gli Ermellini, il vincolo di sangue non è un elemento imprescindibile ai fini del riconoscimento del danno da lesione del rapporto parentale, dovendo "esso essere riconosciuto in relazione a qualsiasi tipo di rapporto che abbia le caratteristiche di una stabile relazione affettiva, indipendentemente dalla circostanza che il rapporto sia intrattenuto con un parente di sangue o con un soggetto che non sia legato da un vincolo di consanguineità naturale, ma che ha con il danneggiato analoga relazione di affetto, di consuetudine di vita e di abitudini, e che infonda nel danneggiato quel sentimento di protezione e di sicurezza insito, riferendosi alla presente fattispecie, nel rapporto padre figlio".

Danno parentale - Rif. Leg. Artt. 1226 c.c. 2056 c.c., 2059 c.c.

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