Le verifiche tese a provare la condotta evasiva possono anche indirizzarsi sui conti bancari intestati al coniuge - Cass. civ. Sez. V, Ord., 6 ottobre 2020, n. 21383

Le verifiche tese a provare la condotta evasiva possono anche indirizzarsi sui conti bancari intestati al coniuge - Cass. civ. Sez. V, Ord., 6 ottobre 2020, n. 21383

Le verifiche tese a provare la condotta evasiva possono anche indirizzarsi sui conti bancari intestati al coniuge

Cass. civ. Sez. V, Ord., 6 ottobre 2020, n. 21383 – Pres. Perrino, Rel. Cons. Mucci per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di accertamento fiscale, le verifiche finalizzate a provare, per presunzioni, la condotta evasiva possono anche indirizzarsi sui conti bancari intestati al coniuge o al familiare del contribuente, potendo desumersi la riferibilità a quest'ultimo da elementi sintomatici, quali, in primo luogo, il rapporto di stretta familiarità, nonchè l'ingiustificata capacità reddituale dei prossimi congiunti nel periodo di imposta considerato, l'infedeltà delle dichiarazioni, l'esercizio di attività da parte del contribuente compatibile con la produzione della maggiore redditività riferita a dette persone.   Fisco - Accertamento tributario -  Rif. Leg. D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32 e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51; Artt. 2729 e 2697 cod. civ.

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