Assegno divorzile e prova del mancato raggiungimento dell’autosufficienza economica. Cass. civ. Sez. VI - 1, Ord., 04 settembre 2020, n. 18522

Assegno divorzile e prova del mancato raggiungimento dell’autosufficienza economica. Cass. civ. Sez. VI - 1, Ord., 04 settembre 2020, n. 18522

In tema di assegno divorzile non costituiscono di per sé giustificati motivi di revoca o di riduzione dell'assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente più debole (nella specie, la moglie): a) la nascita, successiva alla separazione, di un nuovo figlio dell'onerato, in quanto il diritto del coniuge beneficiario non è recessivo rispetto a tale evento, sicché il giudice deve accertarne in concreto l'incidenza negativa sulla posizione economica dell'onerato medesimo; b) la circostanza che il coniuge beneficiario non abbia reperito una sistemazione lavorativa, in quanto la sua attitudine lavorativa va riscontrata non alla stregua di valutazioni astratte ed ipotetiche, ma in concreto, in termini di sopravvenuta possibilità di svolgimento di una attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni effettivo fattore individuale ed ambientale.

mercoledì, 16 settembre 2020
Giurisprudenza | Divorzio | Legittimità
Assegno divorzile e prova del mancato raggiungimento dell’autosufficienza economica. Cass. civ. Sez. VI - 1, Ord., 04 settembre 2020, n. 18522; Pres. Scaldaferri, Rel. Cons. Parise per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi
Assegno divorzile e prova del mancato raggiungimento dell’autosufficienza economica  Nota a Cass. civ., 4 settembre 2020, n. 18522 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

In tema di assegno divorzile non costituiscono di per sé giustificati motivi di revoca o di riduzione dell'assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente più debole (nella specie, la moglie): a) la nascita, successiva alla separazione, di un nuovo figlio dell'onerato, in quanto il diritto del coniuge beneficiario non è recessivo rispetto a tale evento, sicché il giudice deve accertarne in concreto l'incidenza negativa sulla posizione economica dell'onerato medesimo; b) la circostanza che il coniuge beneficiario non abbia reperito una sistemazione lavorativa, in quanto la sua attitudine lavorativa va riscontrata non alla stregua di valutazioni astratte ed ipotetiche, ma in concreto, in termini di sopravvenuta possibilità di svolgimento di una attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni effettivo fattore individuale ed ambientale.

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