Il nuovo orientamento su assegno di divorzio impone rimessione in termini. Corte di Cassazione, 19 settembre 2019 n. 32398

Il nuovo orientamento su assegno di divorzio impone rimessione in termini. Corte di Cassazione, 19 settembre 2019 n. 32398

venerdì, 11 settembre 2020
Giurisprudenza | Divorzio | Legittimità
Corte di Cassazione, Sez. I, rel. Acierno, sentenza 19.09.2019 n.32398 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

I motivi d'interesse della sentenza, avente ad oggetto l’assegno di divorzio, sono almeno due:
1) il motivo di impugnazione è stato accolto poiché la Corte di Appello di Trieste ha fondato il proprio accertamento relativo all’attribuzione dell’assegno di divorzio solo sul “superato criterio di tenore di vita godibile durante il matrimonio” senza verificare l’incidenza in concreto degli indicatori, provenienti dall’art. 5 comma 6 primo comma, così come declinati dalla sentenza n. 18287/18
2) La Corte ha inoltre stabilito che in relazione al novum della S.U: la Cassazione della pronuncia impugnata con rinvio per un vizio di violazione o falsa applicazione di legge che reimposti, in virtù di un nuovo orientamento interpretativo, i termini giuridici della controversia, così da richiedere l’accertamento di fatti, intesi in senso storico e normativo, non trattati dalle parti e non esaminati dal Giudice del merito, impone, perché si possa dispiegare effettivamente il diritto di difesa, che le parti siano rimesse nei poteri di allegazione e prova conseguenti alle esigenze istruttorie, conseguenti al nuovo principio di diritto da applicare in sede di giudizio di rinvio.


* Si ringrazia l'avv. Emanuela Comand, presidente Ondif Udine e componente della Scuola di Formazione, per la segnalazione del provvedimento.

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