L'attribuzione dell'assegno divorzile non può essere rimessa in discussione in altro processo sulla base di fatti anteriori all'emissione della sentenza - Cass. civ. Sez. VI - 1, Ord., 7 settembre 2020, n. 18528

L'attribuzione dell'assegno divorzile non può essere rimessa in discussione in altro processo sulla base di fatti anteriori all'emissione della sentenza - Cass. civ. Sez. VI - 1, Ord., 7 settembre 2020, n. 18528

L'attribuzione dell'assegno divorzile non può essere rimessa in discussione in altro processo sulla base di fatti anteriori all'emissione della sentenza

giovedì, 10 settembre 2020
Giurisprudenza | Legittimità | Divorzio
Cass. civ. Sez. VI - 1, Ord., 7 settembre 2020, n. 18528 – Pres. Scaldaferri, Rel. Cons. Iofrida per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Ai sensi dell'art. 9 legge n. 898 del 1970 (così come modificato dall'art. 2 legge n. 436 del 1978 e dall'art. 13 legge n. 74 del 1987), le sentenze di divorzio passano in cosa giudicata "rebus sic stantibus", rimanendo cioè suscettibili di modifica quanto ai rapporti economici o all'affidamento dei figli, in relazione alla sopravvenienza di fatti nuovi, mentre la rilevanza dei fatti pregressi e delle ragioni giuridiche non addotte nel giudizio che vi ha dato luogo rimane esclusa in base alla regola generale secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile.
Nel caso in esame, all’ex moglie viene confermato il diritto a percepire l’assegno divorzile poiché la relazione con il nuovo compagno quale stabile convivenza era elemento già noto al momento della pronuncia della sentenza di divorzio, e quindi non idonea a provocare una modifica delle condizioni di divorzio. 

Assegno divorzio – Revoca – Rif. Leg. art. 9 Legge 1 dicembre 1970, n. 898

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