La mutilazione genitale femminile e lo status di rifugiato. Nota a Cass. Civ. ord. 27 agosto 2020 n. 17954  di Valeria Cianciolo

La mutilazione genitale femminile e lo status di rifugiato. Nota a Cass. Civ. ord. 27 agosto 2020 n. 17954 di Valeria Cianciolo

La mutilazione genitale femminile e lo status di rifugiato

martedì, 1 settembre 2020
Dottrina | Diritto penale della famiglia
Cass. civ. Sez. II, Ord., 27 agosto 2020, n. 17954 – Pres. Manna, Rel. Cons. Gorjan Cass. civ. Sez. II, Ord., 27 agosto 2020, n. 17954 – Pres. Manna, Rel. Cons. Gorjan
La mutilazione genitale femminile e lo status di rifugiato. Nota a Cass. Civ. ord. 27 agosto 2020 n. 17954   di Valeria Cianciolo La mutilazione genitale femminile e lo status di rifugiato. Nota a Cass. Civ. ord. 27 agosto 2020 n. 17954 di Valeria Cianciolo

La mutilazione genitale femminile e lo status di rifugiato. Nota a Cass. Civ. ord. 27 agosto 2020 n. 17954 di Valeria Cianciolo

In molte tradizioni culturali vigono pratiche che intervengono sugli organi sessuali, maschili e femminili. In alcuni gruppi etnici di Paesi extraeuropei, dislocati soprattutto nell'Africa subsahariana (ad esempio, Somalia, Sudan settentrionale, Djibouti, Etiopia, Eritrea, Kenya settentrionale, alcune zone del Mali e della Nigeria settentrionale), in Egitto e anche in alcune circoscritte regioni dell'Asia (Indonesia, Malaysia, Yemen, Emirati A.U.), per motivi tradizionali e socio-culturali assai vari, (incomprensibili per noi occidentali), In questa sede e facendo riferimento in particolare all’ordinanza in commento, preme evidenziare la natura e la portata di quelle diffuse pratiche di modificazione degli organi genitali femminili, attraverso le quali si attua una sorta di controllo sulla sessualità e sul corpo della donna.

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