Parere del Comitato Nazionale di Bioetica in tema di Covid-19 e tutela dei più fragili

Parere del Comitato Nazionale di Bioetica in tema di Covid-19 e tutela dei più fragili

Parere CNB in tema di Covid-19. Come tutelare i più fragili?

venerdì, 28 agosto 2020
Notizie | covid-19
Comitato Nazionale di Bioetica: Parere Comitato Nazionale di Bioetica: Parere "Covid-19: salute pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale"

In data 28 maggio 2020 il CNB ha approvato (con un solo voto contrario) il parere Covid-19: salute pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale. Di seguito un breve abstract tratto dal parere. “La pandemia e le misure prese per contenerla rendono evidente la vulnerabilità di tutti, ma creano anche forme nuove di vulnerabilità economica e sociale. Un impatto particolarmente rilevante si ha nei bambini e negli adolescenti. Da qui la necessità di una particolare attenzione alle ricadute delle misure di contenimento del contagio sull’equilibrio psicologico dei bambini, così come una particolare cura nel rendere tali misure il più possibile tollerabili e comprensibili. Oltre l’aspetto psicologico, emerge anche l’aspetto medico: durante l’emergenza molti bambini con malattie croniche non sono stati adeguatamente seguiti, con gravi rischi di peggioramento delle loro condizioni di salute. Inoltre, molti bambini non hanno praticato le vaccinazioni raccomandate, a causa della chiusura impropria di diversi centri vaccinali, ed anche per la paura dei genitori di contrarre l’infezione recandosi in strutture sanitarie. Anche la chiusura delle scuole e il blocco delle istituzioni educative e formative, seppur necessari, hanno aumentato a dismisura il livello di esclusione sociale, per i soggetti già maggiormente a rischio di dispersione scolastica. Nell’emergenza il prezzo più alto è pagato tuttavia dai minori con disabilità. Il timore è che senza scuole, senza terapie, senza assistenza domiciliare, bambini e adolescenti con diversi gradi di disabilità regrediscano, dal momento che non è stata prevista per loro alcuna didattica speciale a distanza. Da qui un’ulteriore discriminazione segnalata dalle famiglie, per cui i soggetti più fragili stanno pagando le debolezze del sistema scolastico italiano. Le persone con disabilità, siano minori o adulti, vivono, infatti, una condizione di particolare vulnerabilità che il forzato distanziamento fisico non può che esacerbare.”

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