Punibile chi mostra i genitali a minorenni all'interno di una piscina pubblica. Cass. Pen., Sez. III, 27 maggio 2020 n. 16465

Punibile chi mostra i genitali a minorenni all'interno di una piscina pubblica. Cass. Pen., Sez. III, 27 maggio 2020 n. 16465

Nel caso in esame, la Corte di Appello, a modifica della condanna resa dal Tribunale nei confronti di un uomo per il reato di cui all'art. 609 quinquies c.p., per aver mostrato all'interno di una piscina pubblica comunale a due bambine di sei e nove anni i propri genitali toccandoseli, ha riqualificato il fatto come atti osceni ai sensi dell'art. 527 c.p., comma 2, in quanto commesso in luogo abitualmente frequentato da minori. Ricorrendo in Cassazione, l’imputato contestava, per quanto qui di interesse, la riconducibilità della piscina comunale a luogo elettivamente e prevalentemente frequentato da minori, trattandosi semmai di un luogo aperto al pubblico e come tale frequentato anche da minori, peraltro sotto la diretta sorveglianza di un accompagnatore adulto, con conseguente esclusione della configurabilità del reato di cui all'art. 527 c.p.
La Cassazione, nel disattendere la tesi difensiva, ha affermato che ai fini della sussistenza del reato di atti osceni di cui al secondo comma dell'art. 527 cod. pen. per "luogo abitualmente frequentato da minori" non si intende un sito semplicemente aperto o esposto al pubblico dove si possa trovare un minore, bensì un luogo nel quale, sulla base di una attendibile valutazione statistica, la presenza di più soggetti minori di età ha carattere elettivo e sistematico.

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