Al credito dovuto per l'assegno di mantenimento al coniuge può essere opposto un controcredito superiore di importo maggiore. Cass. civ. Sez. III, 26 maggio 2020, n. 9686;

Al credito dovuto per l'assegno di mantenimento al coniuge può essere opposto un controcredito superiore di importo maggiore. Cass. civ. Sez. III, 26 maggio 2020, n. 9686;

Il credito relativo al mantenimento dei figli, anche maggiorenni, se ancora economicamente non indipendenti, è propriamente alimentare e presuppone uno stato di bisogno strutturale proprio perché riferito a soggetti carenti di autonomia economica e come tali titolari di un diritto di sostentamento conformato dall'ordinamento (art. 147 c.c.) con riguardo alla complessiva formazione della persona; la ragione creditoria è pertanto indisponibile e impignorabile se non per crediti parimenti alimentari e, di conseguenza, non compensabile.

Il credito a titolo di mantenimento del coniuge, invece, non ha pari struttura, posto che trova la sua fonte legale nel diritto all'assistenza materiale inerente al vincolo coniugale e non nell'incapacità della persona che versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere materialmente a sé.

Pertanto al credito per il mantenimento del coniuge azionato in via esecutiva può essere opposto, ex art. 615 c.p.c, un controcredito certo e illiquido, ma di importo superiore al credito azionato in via esecutiva e di pronta soluzione.

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