Il maestro Gianfranco Dosi, paladino dei diritti dei minori e della famiglia

Il maestro Gianfranco Dosi, paladino dei diritti dei minori e della famiglia

estratto da Il Dubbio 18 06 2020 estratto da Il Dubbio 18 06 2020

Non è facile condensare in una sintesi lo spessore professionale ed intellettuale di Gianfranco Dosi, altrettanto dare continuità alla sua personalità, di cui tutti noi siamo stati beneficiati.

E’ stato Magistrato dal 1978 al 1992, esercitando la giurisdizione particolarmente nella materia minorile, disciplina, unitamente a quella familiare, che contraddistinguerà tutta la sua opera.

Nel 1993 si è iscritto all’Albo degli avvocati di Roma, quale riferimento professionale indiscusso della disciplina, impegnandosi da subito nell’associazionismo forense e nella specializzazione dell’avvocato delle persone, delle relazioni familiari e dei minori.

In quell’anno, infatti, con altri colleghi, fonda a Roma l’Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori ( Aiaf) di cui sarà presidente sino al 2001, per poi costituire a Firenze nel 2003 l’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia ( ONDiF), di cui sarà indiscusso presidente sino al 2016. Nel segno di due degli impegni che lo coinvolgeranno tutta la vita, l’associazionismo e la specializzazione forense, per i quali si è sempre battuto con vigore e confronto dialettico, intenso e fermo, come leader e guida.

Negli ultimi anni della sua presidenza in seno all’Osservatorio, si era aperto all’idea di una unificazione delle plurime iniziative associazionistiche, consapevole che l’unità dell’Avvocatura è segno di forza nel suo confronto istituzionale e civile, oggi ereditata dall’Organismo delle Associazioni specialistiche in seno al Consiglio nazionale forense e dal ruolo, anche formativo, dettato nella nuova legge professionale alla specializzazione e alle associazioni specialistiche.

Si era pure aperto a quella esperienza nuovissima che è la negoziazione, l’impostazione collaborativa degli Avvocati nella soluzione della controversia, dandone giusto rilievo, alla pari dell’impegno giurisdizionale di un avvocato “sociale” paladino della tutela dei diritti delle persone fragili come sono i minori, il coniuge debole, la persona discriminata sessualmente. Due esperienze ineliminabili ( entrambe) nell’Avvocatura del duemila. In tale direzione la costituzione di un ente di mediazione a Roma e, come vedremo tra breve, un impegno di ricerca scientifica sul diritto contrattuale della famiglia.

Ma è certamente la formazione dell’Avvocatura, la sua elevazione culturale e di studi, il ruolo assolutamente insostituibile di Gianfranco Dosi, con un’intensa “paterna” attenzione alle generazioni fortune, alla loro crescita formativa e professionale.

Ne sono il segno, nell’ultima esperienza associativa, la creazione in nuce di quella Scuola di alta formazione specialistica che attraverso la norma transitoria dell’atteso decreto ministeriale sulle specializzazioni dovrebbe consacrare i primi avvocati specialisti, la creazione di una Rivista “Avvocati di famiglia” la cui dinamica è confluita nella nuova Rivista “L’osservatorio sul diritto di famiglia. Diritto e processo” che dal 2016 è stata riconosciuta dall’Anvur rivista scientifica, il Forum nazionale, tutt’ora in corso di organizzazione su inziativa di ONDiF, nel quale annualmente Magistrati, Avvocati e docenti universitari si sono confrontati sui principali temi del diritto di famiglia e minorile. Uscito dall’associazionismo attivo, ha continuato tale attività nella rivista Lessico del diritto di famiglia, portale ricchissimo per un confronto sulle linee giurisprudenziali e sui principali problemi interpretativi, e nel Centro studi sulla persona, da lui fondato sin dal 1992 e che ha esercitato sempre sino agli ultimi mesi.

Ma non deve essere dimenticato il suo apporto scientifico, con gli studi sull’avvocato del minore, in una monografia del 2010 susseguita nell’ultima edizione del 2015, in cui pone a sistema il ruolo dell’Avvocato del minore nella esperienza giurisdizionale civile e penale e nel 2016 “Il diritto contrattuale della famiglia” in cui apre il nuovo orizzonte della professione forense al contratto e alla negoziazione. In quest’ultima prospettiva di studi, in cui l’esperienza pratica si eleva a costruzione teorica, non potrò dimenticare il sorriso con cui, in occasione di un Forum a Roma dedicato alla soluzione negoziale del conflitto, mi accolse dopo una relazione nella quale esaltai la norma che affida alla transazione degli Avvocati gli stessi effetti della sentenza del giudice, quell’art. 6 della legge n. 162 del 2014, che il ventennio fascista aveva represso nel rifiutare la corrispondente norma del codice napoleonico: “les transactions ont entre les parties l'autorité de la chose jugée en dernier ressort”, rescuscitata nella legge sulla negoziazione. Vorrei ricordare quel sorriso, come sintesi di un impegno scientifico, professionale e “paterno”.

Claudio Cecchella

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