Ascolto del minore in ambito di sottrazione internazionale. Cass. 24 febbraio n. 4792

Ascolto del minore in ambito di sottrazione internazionale. Cass. 24 febbraio n. 4792

In tema di affidamento di minori, costituiscono condizioni ostative al rientro del minore la sussistenza di un fondato rischio che il minore, ritornando nello Stato di residenza abituale, sia esposto a pericoli fisici e psichici, o comunque possa trovarsi in una situazione intollerabile, ad esempio se emerge una situazione di maltrattamenti, e se il minore si oppone al ritorno e, per la sua età e maturità, occorre tener conto della sua opinione.

Nel procedimento per la sottrazione internazionale di minore, il suo ascolto, ai sensi dell'art. 315 bis c.p.c. e degli artt. 3 e 6 della Convenzione di Strasburgo del 25 gennaio 1996, è adempimento necessario ai fini della legittimità del decreto di rientro, poiché detto ascolto è finalizzato, ex art. 13, comma 2, della Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980, anche alla valutazione dell'eventuale sua opposizione al ritorno in Italia; siffatto adempimento, tuttavia, può essere espletato anche da soggetti diversi dal giudice, secondo le modalità dallo stesso stabilite tenuto conto del carattere urgente e meramente ripristinatorio di tale procedura.

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