Il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale è in re ipsa solo a tutela del figlio. Cass. 27 aprile 2020 n. 8459

Il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale è in re ipsa solo a tutela del figlio. Cass. 27 aprile 2020 n. 8459

RICONOSCIMENTO DI PATERNITA’ - Prove – Violazione della privacy – Risarcimento del danno. Rif. Leg. Art. 250 c.c., Dlgs n. 196/2003, art. 2043 c.c.-

Cass. civ., sez. III, est. Olivieri, sent., 27-04-2020, n. 8459 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nel precisare le conclusioni la parte è tenuta a riportarsi alle domande introduttive o alle eccezioni proposte, così richiamando quanto è emerso in corso di giudizio sia negli scritti sia nel corso delle udienze, non essendo necessario riscrivere pedissequamente le richieste e le eccezioni formulate.

La prova atipica, benché possa essere inutilizzabile in sede penale quando acquisita in violazione della privacy, in sede civile è ammessa se risponde ad esigenze fondamentali di accertamento del diritto fatto valere. Sono inutilizzabili solo le prove, acquisite illecitamente, che ledano i diritti costituzionalmente tutelati. Pertanto, i dati personali, conservati dal terzo titolare del trattamento, possono essere oggetto di indagine peritale, quale documentazione la cui acquisizione sia disposta dal giudice, qualora sia elemento decisivo per l’accertamento del diritto fatto valere dalla parte. (Nel caso di specie per provare la paternità di una persona deceduta si è reso necessario accedere ai dati contenuti nella cartella clinica il cui rilascio è consentito ai sensi del Reg. UE n. 679/2016, art. 9, paragr. 1 e 2, lett. f) in quanto, il limite all’utilizzo dei dati personali non si applica nei casi in cui il trattamento si renda necessario "per accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria o ogniqualvolta le autorità giurisdizionali esercitino le loro funzioni giurisdizionali").  

La richiesta risarcitoria avanzata da parte del padre che dichiara, nel giudizio di riconoscimento di paternità inoltrato dal figlio maggiorenne, che gli sia stato sottaciuto con dolo e mala fede l’evento della nascita, ma che, al contempo, sia si opposto al riconoscimento di paternità, ancorché astrattamente possibile quale lesione non patrimoniale di un diritto alla funzione genitoriale, non può essere accolta in assenza della prova sia della sofferenza patita sia del dolo della controparte.

Il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale è in re ipsa solo a tutela del figlio.

Focus on