Riflessioni sulla negoziazione al tempo del coronavirus di Clara Mecacci

Riflessioni sulla negoziazione al tempo del coronavirus di Clara Mecacci

Premessa 1) Scelta della piattaforma e problemi di privacy 2) Incontri con l'assistito e con il collega. 3) Redazione e sottoscrizione della convenzione 4) Redazione e sottoscrizione dell'accordo. Trasmissione alla Procura della Repubblica.

sabato, 9 maggio 2020
Dottrina | Negoziazione assistita | covid-19
sezione di Grosseto
Mecacci. Riflessioni sulla negoziazione al tempo del coronavirus Mecacci. Riflessioni sulla negoziazione al tempo del coronavirus

Il coronavirus sta modificando profondamente la società sotto molteplici aspetti, sia economici che sociali e familiari.

I cambiamenti che hanno caratterizzato questi 50 giorni di lockdown e quello che ciascuno di noi e la società nel complesso si porterà dietro anche cessata l'emergenza sanitaria, sarà certamente materia di approfondimento sotto vari profili, ma la classe forense sta già ora facendo i conti con innovazioni profonde, che lasciano sconcertati e confusi, soprattutto per quanto riguarda le modifiche procedurali nel processo, anche nella materia del diritto di famiglia.

I legali hanno assistito ad un blocco generale dell'attività giudiziaria, con l'eccezione solo di pochi procedimenti, considerati di urgenza, ma nella trattazione di tali procedimenti, i Tribunali e, all'interno degli stessi Tribunali, i singoli Giudici, si sono regolati in maniera diversa, alcuni adottando la udienza da remoto, altri invitando alla trattazione scritta, anche di fronte a richieste di provvedimenti di urgenza in tema di minori.

L'impossibilità di attuare spostamenti /o incontri ha altresì eliminato, per quanto concerne gli avvocati familiaristi, una parte fondamentale del lavoro, ovvero quello di ricevere il cliente, e nell'incontro, melius negli incontri, instaurare quel dialogo, base del rapporto professionale fra avvocato e assistito, fondato sulla fiducia e la conoscenza, quali necessari presupposti della successiva attività giuridica da svolgere.

L'avvocato familiarista in questo periodo è stato costretto a modificare il proprio rapporto con il cliente, adottando altre forme di dialogo che hanno reso necessario, oltre all'uso prevalente del telefono, rispetto all'incontro personale, anche il ricorso alle piattaforme per video conferenza, soprattutto quando i soggetti coinvolti sono più di uno.

La difficoltà di lavorare in smart working, fuori dai nostri silenziosi studi legali e senza la segretaria che filtra le telefonate, ci ha proiettato in un mondo per molti di noi in parte sconosciuto e costretto a far uso delle video conferenze che in precedenza, venivano utilizzate molto raramente.

E' stato pertanto necessario conoscere la varie piattaforme per video conferenze.

Fondamentale, infatti, trattando dati sensibili, è studiare, le precauzioni da adottare sulla base della normativa della privacy, verificando le garanzie delle piattaforme attualmente in commercio.

In un periodo in cui le udienze sono sospese e i tempi giudiziari necessariamente dilatati, anche rispetto al periodo precedente, che come noto già non erano celeri, ancora più di prima si sente la necessità di ricorrere alle ADR, ed in particolare di ricorrere alla pratica della negoziazione assistita.

Tuttavia, se intendiamo adottare il metodo collaborativo nella negoziazione assistita, introdotta nel nostro ordinamento dal DL 132/14 si pone il rispetto delle regole formali, la cui inottemperanza può impedire il “nulla osta” o l'autorizzazione da parte della Procura, provvedimenti necessari per la validità del percorso, al fine del raggiungimento degli effetti giuridici.

Vi sottopongo pertanto alcune riflessioni in ordine al problema fondamentale ovvero quali solo le differenze nella comunicazione e quali le soluzioni formali da adottare.


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