Per affermarsi che una disposizione testamentaria sia affetta da dolo, occorre la provata presenza di mezzi fraudolenti verso il de cuius - Trib. Bologna, 20 dicembre 2019 -

Per affermarsi che una disposizione testamentaria sia affetta da dolo, occorre la provata presenza di mezzi fraudolenti verso il de cuius - Trib. Bologna, 20 dicembre 2019 -

Testamento - Incapacità a testare - Infermità psichica e fisica - Captazione - Configurabilità - Dolo di terzi - Testamento pubblico - Nullità - Rif. Leg. artt.591, 603, 624 cod. civ.

giovedì, 20 febbraio 2020
Giurisprudenza | Successioni | Merito
Sezione Ondif di Bologna
Trib. Bologna, sent. 20 dicembre 2019 – Pres. Perla, Rel. Porreca per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Al fine di potersi affermare che una disposizione testamentaria sia affetta da dolo, il rispetto assoluto della volontà del testatore impone non essere sufficiente dimostrare una qualsiasi influenza di ordine psicologico esercitata sul testatore, se del caso mediante blandizie, richieste, suggerimenti o sollecitazioni, occorrendo la provata presenza di veri propri mezzi fraudolenti i quali - avuto riguardo all'età, allo stato di salute, alle condizioni di spirito dello stesso - siano idonei a trarlo in inganno, suscitando in lui false rappresentazioni ed orientando la sua volontà in un senso in cui non si sarebbe spontaneamente indirizzata.
Nel caso di specie, il Giudice ha annullato il testamento pubblico in quanto è emerso che la de cuius versava in condizioni di infermità psichica e fisica da molti anni che la rendevano potenzialmente circonvenibile.

Testamento - Incapacità a testare - Infermità psichica e fisica - Captazione - Configurabilità - Dolo di terzi - Testamento pubblico - Nullità - Rif. Leg. artt.591, 603, 624 cod. civ.

 

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