Amministratrice di società e indennità di maternità. Cass. sez. lav. 12 marzo 2020 n. 7089

Amministratrice di società e indennità di maternità. Cass. sez. lav. 12 marzo 2020 n. 7089

Maternità e relative provvidenze -  Previdenza sociale; Rif. Leg. Art. 2110 c.c; L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 2 comma 26; D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, art. 22, comma 2, e art. 64; D.M. 12 luglio 2007, n. 28057, artt. 1, 2, 5 e 6  e D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 80, art. 13, comma 1.

Cass. civ. Sez. lavoro, Sent., 12 marzo 2020, n. 7089; Pres. A. Manna, Cons. Rel. P. Ghinoy per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

L'amministratore di società, ha diritto all'indennità di maternità per il periodo di astensione obbligatoria, seppur sia iscritta alla gestione separata INPS, in quanto, non osta alla percezione della suddetta indennità il fatto che la lavoratrice abbia ricevuto per tale periodo emolumenti per la carica di amministratore, considerato che il pagamento di simile emolumento non significa di per sé prestazione dell'attività lavorativa relativa alla carica su menzionata. Non osta quindi alla percezione dell'indennità di maternità la sussistenza di redditi che non siano ricollegabili all'effettiva prestazione lavorativa (come nel caso di specie in cui l'indennità è stata percepita dalla lavoratrice per la carica di amministratore di s.r.l., pur non avendo prestato attività lavorativa, come la stessa ha attestato con le forme previste del D.M. del 2007). A norma dell'art. 5 c.3 della L. 151 del 2001, l'indennità è corrisposta previa attestazione di effettiva astensione del lavoro da parte del lavoratore e del committente e resa nelle forme della autodichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. (Nel caso di specie si tratta di ipotesi anteriore alla modifica apportata dalla L. 81 del 2017).

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