Lecito il versamento una tantum ai figli. Corte d'Appello Roma, 23 marzo 2020

Lecito il versamento una tantum ai figli. Corte d'Appello Roma, 23 marzo 2020

La corresponsione dell'assegno divorzile che avvenga, su accordo delle parti, in un'unica soluzione ed anche in previsione delle esigenze di mantenimento di un minore, non pregiudica la possibilità di richiedere, ex art. 9 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, la modifica delle condizioni economiche del divorzio qualora esse, per fatti intervenuti successivamente alla relativa sentenza, si rivelino inidonee a soddisfare le esigenze predette, avendo il minore un interesse, distinto e preminente rispetto a quello dei genitori, a vedersi assicurato sino al raggiungimento dell'indipendenza economica un contributo al mantenimento idoneo al soddisfacimento delle proprie esigenze di vita.

(Nel caso in esame, nelle more del giudizio, il padre raggiungeva, in sede di negoziazione assistita, un nuovo accordo con la figlia maggiorenne e economicamente autosufficiente la quale riconosceva l’avvenuto versamento di euro 45.000 e rinunciava ai 300 euro mensili attribuiti dal Tribunale).

La corresponsione dell'assegno divorzile che avvenga, su accordo delle parti, in un'unica soluzione ed anche in previsione delle esigenze di mantenimento di un minore, non pregiudica la possibilità di richiedere, ex art. 9 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, la modifica delle condizioni economiche del divorzio qualora esse, per fatti intervenuti successivamente alla relativa sentenza, si rivelino inidonee a soddisfare le esigenze predette, avendo il minore un interesse, distinto e preminente rispetto a quello dei genitori, a vedersi assicurato sino al raggiungimento dell'indipendenza economica un contributo al mantenimento idoneo al soddisfacimento delle proprie esigenze di vita.

(Nel caso in esame, nelle more del giudizio, il padre raggiungeva, in sede di negoziazione assistita, un nuovo accordo con la figlia maggiorenne e economicamente autosufficiente la quale riconosceva l’avvenuto versamento di euro 45.000 e rinunciava ai 300 euro mensili attribuiti dal Tribunale).

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