Se la moglie ammette di non amare più il marito lo stesso non può invocare l'attenuante della provocazione. Cass. pen. Sez. I, Sent., 3 febbraio 2020, n. 4373

Se la moglie ammette di non amare più il marito lo stesso non può invocare l'attenuante della provocazione. Cass. pen. Sez. I, Sent., 3 febbraio 2020, n. 4373

mercoledì, 18 marzo 2020
Giurisprudenza | Maltrattamenti e stalking | Legittimità
Cass. pen. Sez. I, Sent., 3 febbraio 2020, n. 4373 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Ammettere di amare un altro uomo e trovarsi nell'impossibilità di interrompere la convivenza coniugale, proprio per l'atteggiamento padronale e costrittivo del coniuge, non può integrare a favore del marito l'elemento strutturale della circostanza attenuante della provocazione, avendo inciso l'atteggiamento (questo ingiusto) di costui sul diritto personale della donna di non continuare una convivenza matrimoniale, essendo venuta meno l'affectio maritalis. (Nel caso di specie il marito aveva cercato di uccidere la moglie versandole l'acido muriatico sul capo e sul volto, e tentato di farle ingerire la sostanza. Aveva preso un coltello e l'aveva colpita al volto, agli zigomi e alle palpebre.)

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