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  • domenica 29 dicembre 2019

    Le condotte ostative del rapporto genitoriale determinano affido a terzi e risarcimento del danno. Tribunale di Cosenza, 7 novembre 2019

    Frequentazioni padre-figlio interrotte per volontà della madre - denunce di abusi di natura sessuale e maltrattamenti - infondatezza di detti asseriti abusi in forza di indagini svolte dalla Procura.
    La consulenza tecnica psico-diagnostica ha accertato che il minore era incapace di distinguere la fantasia dalla realtà.
    Elevata suggestionabilità del minore.
    Il ctu ha escluso che ricorra un caso di alienazione parentale, ma il Tribunale ha criticato tale conclusione, benché abbia osservato come non rilevi stabilire se si sia in presenza di una vera e propria patologia o disfunzione, inquadrabile o meno come “sindrome da alienazione parentale”, occorrendo, piuttosto, accertare se il distacco del figlio dal padre affondi le sue radici in condizionamenti esercitati dal genitore collocatario, ovvero in altri fattori.
    Tra i requisiti di idoneità genitoriale rileva anche la capacità di preservare la continuità delle relazioni parentali del figlio con l'altro genitore, al di là di egoistiche considerazioni di rivalsa su quest'ultimo (cfr. Cass. 6919/16).
    Le carenze di entrambi i genitori e l’incapacità degli stessi di gestire il conflitto personale con modalità idonee a preservare l’equilibrio psichico del figlio, rende necessario l'affidamento a terzi: i Servizi affidatari cureranno la sottoposizione del minore al percorso psicoterapeutico indicato dalla CTU.
    Accolta la domanda risarcitoria, tenuto conto della durata della emarginazione della figura paterna, protratta da tre anni, i presumibili disagi e sofferenze patiti per il distacco fisico ed emotivo, liquidati in Euro 5.000,00 per ciascuno dei soggetti danneggiati.