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  • sabato 2 novembre 2019

    Le controversie familiari sono davvero escluse dalla media-conciliazione? di Marino Maglietta

     *L’Osservatorio nazionale sul diritto di famiglia ha sempre accolto le opinioni di chiunque intenda esprimere il suo pensiero sui temi del diritto di famiglia e del diritto minorile, allo scopo di favorire un dibattito fecondo al suo interno, sempre utile per la crescita dell’Associazione, e pertanto pubblica il seguente articolo del Prof. Marino Maglietta



        Le varie forme di soluzione alternativa alla via giudiziale (ADR) stanno ricevendo una crescente attenzione sia per la necessità di contenere la durata dei processi, sia perché portare fuori dei tribunali una parte consistente del contenzioso significa ridurre drasticamente i costi della giustizia. Ciò per tacere dei vantaggi direttamente fruiti dalle parti sotto il profilo della riduzione dello stress legato all’esistenza stessa di un contenzioso non autogestito e dall’esito incerto.
        Per questo insieme di motivi si vanno diffondendo in Italia varie forme di percorsi abbreviati e supportati, destinati anche alle crisi familiari, gestiti dagli operatori del sapere sia giuridico che psicologico. Accanto alla mediazione familiare, la forma più antica, si possono rammentare il diritto collaborativo, il rito partecipativo, la coordinazione genitoriale e la negoziazione assistita; non così la mediazione civile finalizzata alla conciliazione.
       Può, tuttavia, essere il caso di fare un passo indietro rispetto a quest’ultima.