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  • mercoledì 9 ottobre 2019

    Francia: la Cour de Cassation riconosce Silvie Menesson madre legale delle due gemelle nate da GPA in California. Commento di Valeria Cianciolo.

    Lo scorso aprile la Grande Chambre ha reso un parere consultivo (pubblicato sul sito dell'Osservatorio) richiesto dalla Cour de Cassation francese in tema di trascrizione degli atti di nascita legalmente formati all’estero di bambini nati da gestazione per altri.

    L'istanza formulata dalla Corte francese nasce dalla nota vicenda Mennesson e Labasse e altri contro Francia, già decisa dalla Corte di Strasburgo nel 2014.

    I quesiti rivolti dai giudici supremi francesi alla Corte di Strasburgo ruotano sulle seguenti questioni1:

    1) Può l’ufficiale di stato civile rifiutarsi di trascrivere nei registri dello stato civile il certificato di nascita di un bambino nato a all’estero da gestazione per altri, qualora tale documento contenga il nome della madre intenzionale quale “madre legale”, posto che la trascrizione è ammessa nei soli confronti del padre, genitore biologico del bambino? La discrezionalità operata dall'ufficiale di stato civile supera il margine di apprezzamento cui fa riferimento l’art. 8 della CEDU? Occorre distinguere se il bambino è concepito con gameti della madre d’intenzione oppure no?

    2) Sul presupposto che si dia risposta positiva a tali quesiti, la madre intenzionale può adottare il figlio del coniuge, padre biologico del bambino?

    Il parere reso dalla Corte europea dei diritti umani ha dato ai quesiti la segente risposta: nel caso in cui un bambino nasce all’estero tramite GPA ed è stato concepito usando i gameti del padre intenzionale e di una donatrice, se tra il bambino e il padre è stato riconosciuto lo status filiationis dal diritto nazionale, mentre non altrettanto è accaduto con la madre intenzionale, l’ordinamento giuridico deve tener conto dei seguenti principi:

    a. Il diritto del bambino al rispetto della sua vita privata, ai sensi dell’art. 8 della CEDU, implica che la legge nazionale consenta di riconoscere un rapporto di filiazione tra quel bambino e la madre intenzionale, designata nel certificato di nascita legalmente formato all’estero, come “madre legale”;

    2. Il diritto al rispetto della vita privata del bambino non richiede che il riconoscimento avvenga mediante la trascrizione nei registri dello stato civile del certificato di nascita legalmente stabilito all’estero; può essere fatto con altri mezzi, come l’adozione del bambino da parte della madre intenzionale, a condizione che le procedure previste dalla legge nazionale garantiscano l’efficacia e la rapidità della sua attuazione, in conformità con il miglior interesse del bambino.

    Il 4 ottobre 2019 la Cour de Cassation francese tenendo conto di questi principi, ha stabilito che una GPA realizzata all’estero non è di ostacolo al riconoscimento in Francia di un legame di filiazione tra i figli e la madre intenzionale: “Trois voies s’offrent donc à la Cour de cassation pour solutionner cette affaire: la transcription de l’acte de naissance en ce qu’il mentionne les deux parents d’intention, le recours à la seule adoption, fût-elle simple, pour la mère d’intention, et l’élargissement à d’autres modes d’établissement de la filiation, comme la possession d’état...” dice il Procuratore nella sua trattazione. “Il appartiendra donc à l’assemblée plénière de déterminer parmi ces solutions laquelle sera la plus à même de régler ce litige, né il y a plus de quinze ans, et qui revient devant l’assemblée plénière après une condamnation retentissante par la Cour européenne des droits de l’homme. La question n’est pas simple. La réponse ne le sera pas moins. “Ce qui est simple est faux. Ce qui ne l’est pas est inutilisable” a écrit Paul Valéry ...”

    Non è stato infatti, un quesito facile.

    Nel caso di specie, solo la trascrizione dell’atto di nascita straniero consente di riconoscere siffatto legame rispettando il diritto alla vita privata dei figli2.

    Con ciò la Cassazione non ha voluto generalizzare la trascrizione dell'atto di nascita come momento costitutivo dello status filiationis, ma lo ha circoscritto a casi particolari, rimanendo comunque, l'adozione la strada maestra come già reso nel parere della Grande Chambre nello scorso aprile: “Toutefois, dans cette affaire spécifique qui dure depuis plus de quinze ans, une procédure d’adoption porterait une atteinte disproportionnée à la vie privée des enfants : celles-ci sont nées depuis plus de 18 ans, leurs actes de naissance ont été établis à l’étranger dans un cadre légal et elles ne peuvent prendre l’initiative d’une adoption, dont le choix revient aux parents.”

    La Corte di Cassazione ha dunque, convalidato la trascrizione completa dei certificati di nascita delle due gemelle, Fiorella e Valentina Menesson, nate da GPA in California 19 anni fa.

    La sentenza è un colpo di scena se si tiene conto che segue, l’approvazione da parte dell’Assemblea nazionale, di un emendamento all’art. 4 della legge sulla bioetica che autorizza il riconoscimento automatico di figlie e figli nati, al di fuori della Francia, con GPA.

    L’approvazione, raggiunta con 25 voti favorevoli e 7 contrari, ha esterrefatto il governo che aveva espresso un parere negativo al riguardo.

    Si allega il comunicato stampa della Cour de Cassation.

    1- la question de savoir si le droit au respect de la vie privée, au sens de l’article 8 de la Convention, d’un enfant né à l’étranger à l’issue d’une gestation pour autrui, qui requiert la reconnaissance en droit interne du lien de filiation entre celui-ci et le père d’intention lorsqu’il est le père biologique, requiert également la possibilité d’une reconnaissance en droit interne d’un lien de filiation entre cet enfant et la mère d’intention, désignée dans l’acte de naissance légalement établi à l’étranger comme étant la “mère légale”, dans la situation où l’enfant a été conçu avec les gamètes d’une tierce donneuse, et où le lien de filiation entre l’enfant et le père d’intention a été reconnu en droit interne,

    - la question de savoir si, dans l’affirmative, le droit au respect de la vie privée de l’enfant, au sens de l’article 8 de la Convention, requiert que cette reconnaissance se fasse par la transcription sur les registres de l’état civil de l’acte de naissance légalement établi à l’étranger ou s’il admet qu’il puisse se faire par d’autres moyens, tels que l’adoption de l’enfant par la mère d’intention.

    2Si legge nel comunicato stampa: “Une GPA réalisée à l’étranger ne fait pas, à elle seule, obstacle à la reconnaissance en France d’un lien de filiation avec la mère d’intention. Dans le cas d’espèce, seule la transcription des actes de naissance étrangers permet de reconnaître ce lien dans le respect du droit à la vie privée des enfants.