Ingiuriose e rilevanti penalmente quelle espressioni con le quali si disumanizza la vittima. Cass. pen. Sez. V, Sent., 26 luglio 2019, n. 34145- Pres. Vessichelli; Rel. Morosini

Ingiuriose e rilevanti penalmente quelle espressioni con le quali si disumanizza la vittima. Cass. pen. Sez. V, Sent., 26 luglio 2019, n. 34145- Pres. Vessichelli; Rel. Morosini

sabato, 10 agosto 2019
Giurisprudenza | Minori | Legittimità
Cass. pen. Sez. V, Sent., 26 luglio 2019, n. 34145- Pres. Vessichelli; Rel. Morosini per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Sono obiettivamente ingiuriose quelle espressioni con le quali si "disumanizza" la vittima, assimilandola a cose o animali. Paragonare un bambino a un "animale", inteso addirittura come "oggetto" visto che il padre ne viene definito "proprietario", è certamente locuzione che, per quanto possa essersi degradato il codice comunicativo e scaduto il livello espressivo soprattutto sui social media, conserva intatta la sua valenza offensiva.

Focus on