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  • sabato 25 maggio 2019

    L'annullamento del testamento esige la prova dell'incapacità di autodeterminarsi. Cass. 14 maggio 2019 n° 11358

    In questa vicenda, che vede ad oggetto il testamento di una persona poi interdetta, viene in rilievo la nozione di capacità di testare. Come spesso accade, la questione è essenzialmente fattuale e nella fattispecie l'argamento che aveva condotto poi concludere per la non annullabilità del testamento era stata una perizia redatta quattro mesi dopo l'atto impugnato: a giudizio della Cassazione tale apprezzamento di fatto era insidacabile e scevro da vizi logici. La Suprema Corte afferma poi il principio che l'annullamento del testamento per incapacità naturale del testatore postula l'esistenza, non di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del de cuius, ma la dimostrazione che, a cagione di una infermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa, il soggetto sia stato privo in modo assoluto, al momento della redazione dell'atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi.