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  • venerdì 3 maggio 2019

    La circoncisione del minore e la Raccomandazione dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza del 15 aprile 2019

    La circoncisione del minore e la Raccomandazione dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza del 15 aprile 2019


    Nel 2012 una decisione del Tribunale di Colonia1 sulla usanza della circoncisione su un minore ha fatto molto discutere. In quel caso, i giudici affermarono che l'imposizione di siffatto intervento su un bambino costituisce pratica contraria al suo "best interest", nonché reato, anche se effettuata su autorizzazione dei genitori per motivi religiosi, poiché viola il diritto fondamentale del minore all'integrità fisica. Pertanto è condannabile il medico che l'abbia praticata. Contro questa condanna sono insorte le comunità islamiche ed ebraiche rivendicando il diritto alla libera espressione religiosa2. Tra le proposte dirette al raggiungimento di un compromesso vi è chi suggerisce di lasciare decidere al minore, nel momento da cui il ragazzo può esplicitare la sua appartenenza religiosa.

    Il problema non è di poco conto. L'Italia è un Paese con molti immigrati e la circoncisione rituale maschile è elemento di classificazione identitaria per due religioni monoteiste, ovvero quella ebraica (secondo i cui precetti deve essere effettuata entro l’ottavo giorno dalla nascita) e quella mussulmana (secondo i cui dettami il bambino deve essere circonciso a partire dai tre anni ed entro i dodici anni di età).

    Come deve considerarsi l’ignoranza della natura medica della circoncisione praticata per motivi rituali e della conseguente necessità che ad effettuarla sia un soggetto abilitato all’esercizio della professione medica? Se abbiamo un genitore di recente immigrato da un paese straniero in cui tale pratica è diffusa per tradizione etnica, dalla quale risulta essere fortemente influenzata in ragione del suo basso grado di cultura, dobbiamo considerarlo come un errore di diritto valutato, nella specie, in termini di inevitabilità?

    Forte è il valore simbolico della circoncisione rituale in determinati contesti culturali.

    Diversi gli interessi costituzionalmente garantiti da bilanciare: la tutela alla salute, all’integrità fisica, all’istruzione, all’educazione e alla libertà religiosa (artt. 32, 30, 19 Cost.). L’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza rileva la necessità che la circoncisione rituale non terapeutica, sia praticata da personale debitamente formato e qualificato, secondo le buone pratiche della chirurgia e in condizioni mediche e sanitarie appropriate. Il 15 aprile 2019 è dunque, intervenuta sul tema della circoncisione rituale con una nota di raccomandazione al Ministro della Salute definendo indirizzi unitari, finalizzati a:

    1. Attivare campagne di sensibilizzazione e informazione sull’importanza di eseguire la circoncisione rituale in luoghi sicuri e da parte di personale qualificato, anche presso i servizi socio-sanitari;

    2. Favorire la presenza di un mediatore culturale nei presidi ospedalieri dove venga realizzata la circoncisione rituale;

    3. Assicurare che la prestazione sanitaria sia garantita su tutto il territorio nazionale in modo uniforme, definendo procedure standard di accesso alla prestazione, di gestione e di controllo successivo della stessa;

    4.Individuare un regime tariffario che renda accessibile a tutte le fasce di reddito la prestazione della circoncisione rituale.

    Si allega la Raccomandazione dell'Autorità Garante.


    1Landesgericht Köln, 151 Ns 169/11, 7 maggio 2012.

    2A seguito delle forti proteste provenienti dalle comunità ebraiche ed islamiche, che vedevano minacciata una caratteristica identitaria del loro credo religioso, il Parlamento tedesco ha approvato una legge che disciplina i casi di ammissibilità della circoncisione maschile “in conformità con le regole della scienza medica”. Si tratta della “Umfang der Personensorge bei einer Beschneidung des männlichen Kindes” (17/11295), approvata il 12 dicembre 2012, e consultabile su http://dipbt.bundestag.de/dip21/btd/17/112/1711295.pdf