La mancata trascrizione degli atti di nascita esteri configura ingerenza nella vita privata. Parere della Grande Chambre CEDU, 10 aprile 2019

La mancata trascrizione degli atti di nascita esteri configura ingerenza nella vita privata. Parere della Grande Chambre CEDU, 10 aprile 2019

venerdì, 12 aprile 2019
Giurisprudenza | Maternità surrogata | CEDU
Corte Europea Diritti dell'Uomo, Grande Chambre, parere 10 aprile 2019 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Il diritto al rispetto della vita privata ai sensi dell'art. 8 della Convenzione richiede che il diritto interno offra una possibilità di riconoscimento del legame di filiazione tra il bambino e la madre intenzionale designata nell'atto di nascita legalmente formato all'estero come madre legale.

Il diritto al rispetto della vita privata del minore ai sensi dell'art. 8 della Convenzione, non richiede che questo riconoscimento passi attraversi la trascrizione sui registri dello stato civile dell'atto di nascita formato all'estero: può attuarsi attraverso la strada dell'adozione del bambino da parte della madre intenzionale, a patto che i modi previsti dal diritto interno garantiscano l'effettività e la celerità della procedura nell'interesse superiore del minore.


v. la nota di Valeria Cianciolo nella sezione dottrina

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