L'affido condiviso può essere concesso anche qualora un genitore viva all'estero. Cass. 6 marzo 2019 n° 6535

L'affido condiviso può essere concesso anche qualora un genitore viva all'estero. Cass. 6 marzo 2019 n° 6535

venerdì, 29 marzo 2019
Giurisprudenza | Affidamento dei figli | Legittimità
Cass. 6 marzo 2019 n°6535 per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Nella vertenza in oggetto i due genitori si contendevano l'affido del figlio naturale, con il problema che uno dei due genitori era residente a Bruxelles. Veniva in questione anche l'affidamento condiviso, data la conflittualità e la lontananza. La Suprema Corte ribadisce che in tema di affidamento dei figli nati fuori del matrimonio, alla regola dell'affidamento condiviso dei figli può derogarsi solo ove la sua applicazione risulti "pregiudizievole per l'interesse del minore", con la duplice conseguenza che l'eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una motivazione non solo più in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell'altro genitore, e che l'affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi precluso dalla oggettiva distanza esistente tra i luoghi di residenza dei genitori, potendo detta distanza incidere soltanto sulla disciplina dei tempi e delle modalità della presenza del minore presso ciascun genitore.  Nel caso di specie, la Corte di appello, pur avendo riscontrato un'elevata conflittualità, tanto da concludere il provvedimento con un'ammonizione rivolta ad entrambi i genitori, ha tuttavia considerato che la stessa nei fatti era stemperata dalla lontananza delle parti in causa, di guisa che non assumeva una connotazione ostativa all'affido condiviso. A ciò ha aggiunto la riscontrata assiduità del padre, non collocatario e residente all'estero, nell'esercizio del diritto di visita, sicuramente idonea non solo ad escludere un suo inadempimento, ma, al contrario, a comprovare la capacità ad affrontare quelle maggiori responsabilità che l'affido condiviso comporta anche a carico del genitore con il quale il figlio non coabiti stabilmente.

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