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  • domenica 17 marzo 2019

    sezione di Bologna

    Valeria Cianciolo. La Family Court inglese fa i conti con la Shari‘a. Il caso Juffali vs Juffali

    I diritti, nel mondo islamico, sono fondati sulla (e conformati dalla) Shari’a, che ne determina tipi e contenuti 1. In questo senso, si può dire che i diritti sono da un  lato, culturalmente specifici, ma hanno una portata relativa e, poiché possono esservi diversi sistemi di diritti fondamentali, non è detto che sia possibile metterli in comparazione tra di loro, al fine di « creare giustificazioni di “superiorità” (culturale, civile, etc.) » 2 per “tarare” quale sia il migliore e quale il peggiore. Manca il parametro esterno rispetto al quale operare tale “misurazione”, valido per entrambi i sistemi e sarebbe, tuttavia, “politicamente” sconveniente giudicare una cultura parametrandola con un’altra cultura.
    «Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori» diceva Italo Calvino.
    E quindi, davanti ad un mondo in movimento, sempre più fluido, è lecito chiedersi: che cosa contraddistingue l’insieme e unisce i cittadini, dà loro una identità? Un territorio, una lingua comune, una comune storia e memoria di questa storia, una comune cultura e principi comuni, istituzioni condivise? 
    Il grande Santi Romano diceva che i giuristi sono come le perle: false, coltivate e vere, suggerendo in fondo, che di giuristi veri, ce ne sono pochi.
    Ma tutti i giuristi, comunque, hanno la necessità di prendere sul serio il diritto, forse, perchè chi controlla il diritto controlla la società. Certo è che senza controllo del diritto, non vi è neppure gestione della vita politica e sociale.
    La massiccia presenza islamica sul territorio britannico impone rivendicazioni varie, portando alla luce esigenze sempre diverse. La giurisprudenza si evolve sul fluire di questi eventi, mentre tenta di amplificarsi il raggio di azione delle corti islamiche.
    Il dibattito nel Vecchio Continente non depone a favore del riconoscimento della Shari‘a. E l’Inghilterra, terra che conosce l’immigrazione di persone, in buona misura proveniente dalle sue ex colonie, - ma anche con un buon numero di libanesi, siriani, arabi che sono spesso perfettamente integrati perché sono la linfa vitale del sistema finanziario britannico – fa i conti con la contaminazione del proprio diritto con il diritto islamico.