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  • domenica 17 marzo 2019

    All'esame del Parlamento il progetto di legge di modifica della disciplina sull'assegno di divorzio

    Il Parlamento è intenzionato a fissare nuovi criteri per il riconoscimento dell'assegno di divorzio.

    La proposta di legge (n. 506, presentata alla Camera dalla Deputata Alessia Morani) punta a riscrivere il sesto comma dell'articolo 5 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di assegno spettante a seguito di scioglimento del matrimonio o dell'unione civile".

    La calendarizzazione del provvedimento è prevista ad aprile.

    Il principio generale formulato dalla proposta è che il tribunale può disporre l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge, destinato a equilibrare, per quanto possibile, la disparità che lo scioglimento o la cessazione degli effetti del matrimonio crea nelle condizioni di vita rispettive dei coniugi.

    Vengono rivisti anche i criteri utilizzati per valutare la sussistenza dei requisiti:

    1) le condizioni personali ed economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito del divorzio; 

    2) il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune;

    3) il patrimonio e il reddito di entrambi;

    4) la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive, anche in considerazione della mancanza di un’adeguata formazione professionale o di esperienza lavorativa, quale conseguenza dell’adempimento dei doveri coniugali, nel corso della vita matrimoniale;

    5) l’impegno di cura di figli comuni minori, disabili o comunque non economicamente indipendenti;

    6) il comportamento complessivamente tenuto da ciascuno in ordine al venir meno della comunione spirituale e materiale.


    Il Tribunale può predeterminare la durata dell'assegno.

    L'assegno non spetta nel caso di nuove nozze, di unione civile con altra persona o di una stabile convivenza del soggetto richiedente.