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  • sabato 29 dicembre 2018

    Si configura il peculato ove l'ads abbia tratttenuto per sè o malversato le somme provenienti dal conto del beneficiario. Cass. Pen. del 21 dicembre 2018 n. 58237

    L'amministratrice di sostegno nominata per assistenza e gestione del patrimonio del beneficiario della quale era affine in quanto vedova del figlio, ha trattenuto ingiustificatamente per sè somme dal conto corrente del beneficiario che avrebbe dovuto tutelare e proteggere. Non rileva la scusante dell'aver eseguito le operazioni sotto richiesta del beneficiario poichè lo stesso risultava già da tempo carente dal punto di vista della salute mentale con sensibile riduzione della propria autonomia decisionale, nè lo stato di bisogno in cui si sarebbe trovata l'imputata, rimasta vedova del figlio del beneficiario e potenzialmente priva di redditi propri. Sussiste l'elemento soggettivo del dolo richiesto per il reato di peculato e la volontà della condotta penalmente rilevante è dimostrabile dalla contraffazione di decreti del giudeice tutelare che la donna avrebbe esibito in banca per ottenere somme per sè prelevandole dal conto corrente del beneficiario.