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  • venerdì 30 novembre 2018

    Revocata la quota di reversibilità del genitore alla figlia che ha conseguito titolo di studio all'estero non riconosciuto dallo Stato italiano. Corte di Cassazione, sezione lavoro, del 22 novembre 2018 n. 30267.

    Il diritto dei figli maggiorenni di percepire quote di pensione di reversibilità dei genitori sussiste solo in caso di prosecuzione degli studi universitari riconosciuti dallo Stato italiano in corso legale sino all'età di anni 26. Irequisiti per ottenere detto riconoscimento però si attestano sul fatto che è necessario frequentare istituti che emettano attestati o titoli di studio riconosciuti dallo stato italiano. Nel caso di specie si ha invece la revoca della quota integrativa della pensione di reversibilità spettante alla madre in ragione dell'iscrizione della figlia minore di 26 anni, all'Università. Secondo la Corte infatti la scuola frequentata dalla ragazza, non può essere qualificata Università, non avendo ricevuto alcun riconoscimento legale o equiparazione in Italia, né essendo abilitata a rilasciare titoli di tal livello, come accertato dalla Corte d'appello.