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  • venerdì 23 novembre 2018

    Al vaglio delle SSUU la questione se un immobile abusivo possa costituire oggetto di divisione ereditaria. Cassazione 16 ottobre 2018, n. 25836

    La Curatela di un fallimento propone azione di divisione ereditaria per un immobile che risulta essere stato oggetto di abusi edilizi, la domanda viene rigettata nel merito sia in primo che in secondo grado in quanto viene ritenuto ostativa a qualunque atto la abusività del manufatto. Le doglianze, molto articolate, vertono da un lato sulla specificità delle norme che regolano il trasferimento dei beni in caso di procedure concorsuali e dall'altro, più genericamente, sul fatto che la comunione ereditaria è un dato di fatto indipendente dalla volontà dei comunisti che trova origine in eventi mortis causa e non inter vivos e che dunque la normativa che limita il trasferimento degli immobili in caso di violazione di norme urbanistiche non possa trovare applicazione. La seconda sezione ritiene che i motivi di ricorso non siano del tutto infondati e dunque appaiono sussistere le condizioni per la rimessione degli atti al primo presidente, affinché valuti l’opportunità di assegnare la trattazione e la decisione del ricorso alle sezioni unite, atteso che le questioni sopra accennate possono qualificarsi, anche per l’impatto sulla circolazione dei beni immobili e sul relativo contenzioso, "di particolare importanza" ai sensi della predetta disposizione di rito.