La legge Cirinnà discrimina le coppie eterosessuali, ove riconosce solo a quelle omosessuali il diritto alla reversibilità sulla pensione. Corte di Cassazione, sez lavoro, sentenza 22318 del 3 novembre 2016.

La legge Cirinnà discrimina le coppie eterosessuali, ove riconosce solo a quelle omosessuali il diritto alla reversibilità sulla pensione. Corte di Cassazione, sez lavoro, sentenza 22318 del 3 novembre 2016.

sabato, 19 novembre 2016
Giurisprudenza | Famiglia di fatto | Legittimità
Corte di Cassazione, sez lavoro, sentenza 22318 del 3 novembre 2016. per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

Rigettato il ricorso di un uomo che chiedeva la reversibilità sulla pensione di inabilità della propria compagna, deceduta.
Secondo la Corte di cassazione, la mancata inclusione dei conviventi more uxorio tra i soggetti beneficiari del trattamento pensionistico, anche quando il vincolo assurga a connotarsi di stabilità e durata, del tutto assimilabili a quelle di un vincolo matrimoniale, trova una sua non irragionevole giustificazione nella circostanza che il trattamento si collega geneticamente ad un preesistente rapporto giuridico, il matrimonio, che allo stato, fra le coppie more uxorio, manca.
Neppure l'entrata in vigore della L. 76 2016 prevede , per il convivente more uxorio eterosessuale, l'accesso ai benefici della pensione di reversibilità, diversamente da quanto invece previsto per le unioni civili fra persone dello stesso sesso, per le quali tale beneficio è previsto.

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