La condanna penale di un soggetto familiare di un cittadino di stato membro non ne comporta l'immediata espulsione. Grande sezione Corte Unione Europea, 13 settembre 2016.

La condanna penale di un soggetto familiare di un cittadino di stato membro non ne comporta l'immediata espulsione. Grande sezione Corte Unione Europea, 13 settembre 2016.

venerdì, 16 settembre 2016
Giurisprudenza | Diritto comunitario
Grande sezione Corte Unione Europea, 13 settembre 2016. per visualizzare l'allegato è necessario autenticarsi

La Corte dell'UE sancisce un importante principio sull'automatismo delle espulsioni da stati membri in presenza di condane penali per soggetti che abbiano familiari cittadini degli stati stessi. Senza una valutazione del livello di pericolosità sociale dell'interessato non si potranno più determinare espulsioni di immigrati. Queste saranno comminate solo nei casi di una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave per un interesse fondamentale dello Stato membro ospitante.
Nel caso di specie, le autorità nazionali non possono negare automaticamente il permesso di soggiorno o procedere all'espulsione di un cittadino di uno Stato terzo che ha l'affidamento esclusivo dei figli, cittadini Ue, solo per la condanna penale subita dallo stesso.

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