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  • sabato 30 luglio 2016

    Comunicato del Presidente Prof. Avv. Claudio Cecchella in merito alle “Convocazioni delle Associazioni specialistiche al Ministero di Grazia e Giustizia, sotto il coordinamento del sottosegretario Senatrice Federica Chiavaroli, 28 luglio 2016.-

    Anche l’Osservatorio è stato convocato dal Ministero per esprimere un parere sulla riforma della giustizia minorile, insieme ad Aiaf, Camere minorili, CamMiNo, Unioni camere civili e penali, Anm, Magistrati minorili, Consiglio degli assistenti sociali. 
    Secondo le idee elaborate dalla nostra Associazione, che avevano avuto l’occasione di un progetto, dibattuto in un Convegno presso la Corte di Cassazione nel 2013, diventato nella scorsa legislatura un progetto parlamentare, è stata espressa la forte contrarietà al modello del tribunale per i minorenni, alla composizione anche laica dei colleghi giudicanti, alla ripartizione delle competenze e ai problemi postulati dalla connessione e dal coordinamento dei provvedimenti sulla responsabilità genitoriale ed infine dall'attuale rito camerale non scritto. Di conseguenza è stata evidenziata, del disegno di legge delega governativo, la riesumazione del vecchio modello della ripartizione delle competenze tra sezione distrettuale e sezione circondariale, che lascia sostanzialmente inalterata la problematica attuale e l’ulteriore problema della pluralità dei riti nelle due diverse sezioni, proponendo un modello sulla falsariga invece delle sezioni lavoro dei tribunali, come giudice unico, composto solo da giudici togati (mentre i laici devono assumere il ruolo di consulenti sottoposti al contraddittorio delle parti), innanzi al quale si svolge un rito unitario regolato secondo i principi del contraddittorio, del diritto alla prova della tutela anticipatoria, anche non cautelare.
    Il rappresentante dell’AIAF, Avv. Giulia Sapi, con un’interessante elaborazione, ha sostenuto tesi identiche ed egualmente il Presidente dell’Unione camere civili, Avv. Laura Jannotta.
    Su posizioni antitetiche le Camere minorili e la Presidente Ruo di CamMiNo, le quali sono propense ad aderire all’idea espressa dai magistrati minorili e dall’Anm, di una composizione mista, togata e laica, e di un modello che ripartisce le competenze tra centro e periferia, secondo il sistema attuale del tribunale di sorveglianza penale.
    Una certa sorpresa ha destato l’intervento del rappresentante delle Camere penali che, in senso critico al disegno governativo, ha esaltato il ruolo delle attuali Procure minorili, in una visione paternalistica della giustizia minorile che rispondeva all’idea delle leggi del trentennio. Oggi il minore è parte sostanziale e formale del processo e deve essere tutelato come parte, con un suo difensore che lo rappresenti!
    Il sottosegretario, prendendo atto delle critiche e della diversità di orientamenti ha pregato le associazioni di elaborare un testo scritto nel quale condensare le posizioni di ognuno.
    Sarà data notizia ai soci, attraverso i canali informativi, del testo che verrò elaborato in un lavoro collegiale dell’esecutivo.
    L’idea è anche di dibattere al prossimo coordinamento del 1 ottobre il tema della riforma (insieme a quello delle negoziazione) con i rappresentanti, i quali sono invitati a suscitare un dibattito all’interno delle sezioni, da riportare in assemblea plenaria.
    Prof. Avv. Claudio Cecchella”.